Terremoto in Abruzzo
Aprile 8, 2009
In certi momenti, ci si rende conto di quanto sia effimera la vita e quali siano le “cose” che contano di più nella nostra vita: i nostri affetti.
Ci si rende anche conto, purtroppo, che la nostra esistenza è un soffio, un soffio che può volare via in un attimo.
LA CIPOLLA, ricevuta dalla mitica Azzu
Gennaio 18, 2009
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla- cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.
La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.
w. szymborska
(memoria suscitata dalla scena di “Scimmia” -Morganti, Pennacchia, Frongia – in cui si parla al/del peperone)
Sulle Spezie….
Gennaio 9, 2009
Questo me lo manda una poetessa contemporanea, a proposito delle spezie:
L’uomo che sbuccia la cannella
Se fossi uno che di mestiere sbuccia la cannella
salirei sul tuo letto
e lascerei la polvere della scorza gialla
sul tuo cuscino.
I tuoi seni e le tue spalle sarebbero intrisi del suo odore
Non potresti camminare per i mercati
senza che la professione delle mie dita
ti fluttuasse attorno. I ciechi
incerti passerebbero accanto a te sapendo chi stanno sfiorando
anche se tu volessi bagnarti
sotto gocce di pioggia monsonica.
Qui, dove la coscia inizia,
in questo pascolo levigato
prossima alla tua chioma
o nella piega
che taglia la tua schiena. Questa caviglia.
Sarai conosciuta tra gli estranei
come la moglie dell’uomo che sbuccia la cannella.
A fatica riuscivo a spiarti
prima del matrimonio
non ti ho nemmeno sfiorata
- tua madre dal naso affilato, i tuoi rozzi fratelli.
Ho sepolto le mie mani
nella povere di zafferano, camuffate
nella nicotina,
ho aiutato i raccoglitori di miele…
Quando una volta nuotavamo
nell’acqua ti ho toccata
e i nostri corpi rimasero liberi,
potevi avermi ed essere abbagliata dal sentore di cannella.
Hai raggiunto riva e detto
è così che tocchi le altre donne
la moglie del tagliatore d’erba, la figlia dell’incensiere di cedro.
E cercasti sulle braccia tue
il profumo che svaniva
e fosti certa
di quanto sia bello
essere la figlia dell’incensiere di cedro
lasciata priva di traccia
come senza parole nell’atto d’amore
come ferita senza il piacere del taglio.
Portasti il ventre
alle mie mani
nell’aria secca e dicesti
Io sono la moglie
dell’uomo che sbuccia la cannella. Annusatemi.
la musica sveglia il tempo
Dicembre 3, 2008
Ho trovato questo titolo, un libro che leggerò e vorrei regalare a mio fratello visto che di musica vive!!
Riflettendoci non è banale affatto: quante volte ascoltando un brano o un sottofondo musicale ci sono tornati alla mente emozioni, momenti indimenticabili, eventi importanti della nostra vita?
La musica accompagna sempre il nostro tempo: è la canzoncina che fischiettiamo sotto la doccia, la ninnananna che cantiamo a nostro figlio, la nostra canzone d’amore, la colonna sonora del nostro film preferito, il ricordo legato ad una persona….
Elogio della Follia
Dicembre 1, 2008
Traggo il primo spunto dalla mia superamica Tiziana, parlando di follia (oggi di gran moda oserei dire) ed ovviamente il primo pensiero va a lui, Erasmo da Rotterdam, che scrisse nel 1509 Elogio della Follia per l’appunto.
Scrive il saggio Erasmo:
“e la vita umana non è altro che un giuoco della Follia”….”mi si dica, per Giove, quale momento della vita non sarebbe triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso, senza il piacere, e cioè senza un pizzico di follia?”
Dice di sè la Follia: “Insomma, senza di me nessuna società, nessun legame potrebbe durare felicemente” ed ancora: Qui dovrei aggiungere che nulla di grande si può intraprendere senza la mia spinta, che a me si deve l’invenzione di ogni nobile arte.”
ed infine, come utile insegnamento:
“non vergognarsi mai e osare tutto: pochissimi intendono quale messe di vantaggi ne derivi.”
Molto saggio e lungimirante il vecchio Erasmo!!!!
Affabulazioni Quotidiane
Dicembre 1, 2008
Questo nuovo blog nasce come punto d’incontro per chi vuole condividere opinioni e riflessioni sul mondo circostante che, in continua evoluzione, ci manda ogni giorno degli spunti su cui riflettere.
Per questo motivo l’ho chiamato AffabuBlog, perchè descriverà e reciterà le nostre Affabulazioni Quotidiane!